L'Acropoli di Atene, la più rappresentativa tra le acropoli greche, si eleva a 156 metri sul livello del mare.
E' stata dichiarata Patrimonio UNESCO nel 1987.
Il mito della nascita di Atene
La storia di Atene comincia con un mito tramandato in diverse versioni.
Una di queste racconta che Atena, dea della saggezza, e Poseidone, dio del mare, si contesero il patrocinio della città. Per concludere la disputa Zeus proclamò una sfida tra le due divinità: entrambi avrebbero fatto un dono al popolo ed in base a questo gli Ateniesi avrebbero scelto il patrono della città. Atena e Poseidone riunirono il popolo della città sull'Acropoli: Poseidone toccò la roccia con il suo tridente e fece sgorgare una sorgente d’acqua ed un cavallo, simbolo della dominazione sui mari. Atena invece percosse il suolo con il suo magico giavellotto e fece spuntare dal terreno un albero di ulivo. L’acqua è un bene prezioso ma gli Ateniesi si accorsero che era acqua marina e quindi salata. E così l’ulivo vinse la contesa. Da quel giorno la capitale dell’Attica assunse il nome della dea e sarà per sempre Atene.
Storia dell'Acropoli
Scelta fin dall'antichità per la sua posizione elevata e quindi naturalmente difendibile, l'Acropoli di Atene era già abitata in epoca paleolitica e neolitica.
I Micenei vi costruirono una cittadella fortificata.
Dopo la fondazione della polis ateniese nel VII secolo, il primo ad avviare una serie di lavori monumentali fu il tiranno Pisistrato, al quale si deve anche l’istituzione delle Feste Panatenee in onore di Atena. A questo periodo risale la costruzione di una serie di edifici, che furono però saccheggiati ed incendiati dai Persiani nel 480 a.C.
Le mura ed i bastioni vennero ricostruiti sotto il governo di Temistocle e Cimone, ma fu Pericle a conferire all'Acropoli la monumentalità che la contraddistingue, per celebrare la vittoria sui Persiani ed il primato politico, economico e culturale di Atene: il Partenone, con la colossale statua di Atena Parthenos, opera di Fidia, i Propilei, l'Eretteo ed il Tempio di Atena Nike.
Nel tardo impero romano il Partenone fu trasformato in chiesa e nel medioevo divenne fortezza militare per i Franchi.
Nel 1436 Ciriaco d'Ancona, mercante-umanista attento osservatore delle vestigia dell’antichità, fu il primo ad identificare gli edifici dell'Acropoli dopo l'oblio di secoli cogliendo immediatamente la grandiosità dell’Atene antica, in particolare del Partenone, di cui tracciò un'accurata descrizione: attribuì a Fidia la creazione del tempio e delle sue sculture, registrò le caratteristiche dell’edificio e descrisse l’apparato scultoreo completando il testo con accurati disegni.
Durante l'occupazione turca il Partenone venne utilizzato come polveriera che causò ingenti danni quando, nel 1687, i Veneziani bombardarono l'Acropoli.
Nei primi anni dell'Ottocento, in un clima internazionale nel quale la predazione di opere antiche rappresentò una manifestazione di potere politico, il nobile e diplomatico britannico Thomas Bruce, VII conte di Elgin, spogliò l'Acropoli dei marmi dei frontoni e delle metope e li portò in Inghilterra. I marmi di Elgin costituiscono oggi una parte fondamentale della collezione del British Museum.
Durante il XIX secolo iniziarono i primi scavi e restauri dei templi, che portarono alle scoperta delle splendide Kore, della grande scalinata che conduce all'Acropoli e della porta fortificata di epoca romana, da allora chiamata Porta Beulè, dal nome dell'archeologo che la riportò alla luce.
Visita all'Acropoli
Accedendo all'Acropoli dall'ingresso principale, fermata metropolitana Akropoli, inizia la salita, molto assolata durante i mesi estivi e priva d'acqua fino alla sommità. Troverete infatti una fonte solo nei pressi del Partenone.
Lungo il percorso si susseguono:
- Teatro e Santuario di Dioniso: il teatro più importante del mondo greco nel V e IV secolo a.C. utilizzato dai più significativi autori come Eschilo, Sofocle ed Euripide per la tragedia ed Aristofane e Menandro per la commedia. Venne costruito agli inizi del V secolo a.C. a ridosso del Santuario di Dioniso. La parola theatron venne infatti coniata per la prima volta dagli Ateniesi per indicare lo spazio nel santuario di Dioniso destinato ai festeggiamenti della divinità attraverso il dramma satiresco, legato all'ebrezza alcolica.
- Odeon di Pericle: costruito nel 442 a. C., aveva il tetto formato dagli alberi delle navi persiane. Era destinato alle gare musicali ed alle prove generali dei drammi e del teatro.
- Santuario di Asclepio: il Santuario del dio della medicina Asclepio, il cui culto fu portato ad Atene da Epidauro dopo il 420 a.C., era dedicato alla guarigione dei malati ed aveva anche funzione di ospedale. Costituito da un recinto quadrato, un tempio ed una stoà dorica, sorgeva nei pressi di una fonte sacra.
- Stoà di Eumene: sotto il santuario sorge la Stoá di Eumene, un passaggio coperto a doppio ordine di colonne voluto da Eumene II, re di Pergamo dal 197-159 a.C., come riparo per il pubblico che frequentava il teatro. Le sue arcate, inglobate nel muro difensivo bizantino del 1060, sono ancora oggi visibili.
- Odeon di Erode Attico: conosciuto come Herodeon e costruito nel 161 d.C., rappresentò un omaggio architettonico del politico e sofista Erode Attico alla moglie Regilla. I gradini, disposti su 32 file, potevano contenere 5000 persone che assistevano a spettacoli di musica e danza. La forma attuale del teatro deve molto all'ampio e meticoloso restauro iniziato negli anni Cinquanta.
- Porta Beulé: porta fortificata, costruita dai Romani nel III secolo, accesso principale ai Propilei e al complesso dell'Acropoli. Prende il nome dallo scopritore ottocentesco Charles Ernest Beulé.
- Monumento di Agrippa: è un piedistallo alto 13 metri, noto come monumento di Agrippa, sul quale, nel 27 a.C., gli Ateniesi collocarono probabilmente una statua dedicata a Marco Vipsanio Agrippa o forse ad un vincitore dei giochi.
![]() |
Propilei |
- Propilei: ingresso monumentale dell'Acropoli di Atene, vennero edificati dal 437 al 432 a.C. Il luogo in cui sorgono era precedentemente l'ingresso delle fortificazioni micenee, poi di quelle di Pisistrato ed infine di quelle costruite tra il 510 e il 480 a.C., distrutte durante l'assedio persiano. Dopo la ristrutturazione promossa da Temistocle e Cimone furono smantellate per essere sostituite dai Propilei, parte dei grandi lavori di rifacimento dell'Acropoli promossi da Pericle. Progettati dall'architetto Mnesicle, non furono mai portai a termine a causa della guerra del Peloponneso nel 431 a.C. I Propilei, in marmo pentelico bianco e pietra grigia di Eleusi, consistono in un corpo principale ornato da sei colonne doriche: la coppia centrale di colonne è più distanziata per lasciare spazio al carro della processione delle Panatenee, solenne celebrazione che si teneva ogni quattro anni il 28 del mese di ecatombeone, corrispondente al mese luglio-agosto, in onore della dea Atena Poliàs. Il progetto originale prevedeva quattro ambienti destinati alle due ali laterali, ma venne realizzato solo quello di nord-ovest, la Pinacoteca, dove erano raccolti quadri di soggetto mitologico.
![]() |
Tempio di Atena Nike |
- Tempio di Atena Nike: databile 425 a.C., è un tempietto in ordine ionico, anfiprostilo e tetrastilo, ornato da un fregio ionico continuo che avvolge l'edificio, raffigurante assemblee divine e battaglie storiche. Si ritiene che i frontoni, sebbene in gran parte perduti nel tempo, celebrassero vittorie mitologiche: la Gigantomachia e l'Amazzonomachia. Intorno al 410 a.C. fu aggiunto un parapetto protettivo in marmo, ornato con rilievi della Nike alata osservabili dalla ripida salita ai Propilei, fatto che consentì la ricerca di particolari effetti prospettici. Probabile opera dell'architetto Callicrate, coautore del Partenone, è stato il primo edificio in stile completamente ionico dell'Acropoli. La statua di culto era di legno, portava in mano un melograno ed era aptera, cioè senz'ali, perchè la dea non avrebbe dovuto mai più lasciare la città.
![]() |
Partenone |
- Partenone: il nome si riferisce all'epiteto Parthenos della dea Atena, legato al mito della sua creazione, per partenogenesi, dalla testa di Zeus. Simbolo dell'antica Grecia e della democrazia ateniese, è universalmente considerato uno dei più importanti monumenti storici del mondo. E' un tempio di ordine dorico, periptero, octastilo, edificato per iniziativa di Pericle su progetto degli architetti Callicrate, Ictino, e Mnesicle. La costruzione, cominciata nel 445 a.C. e completata intorno al 438 a.C., fu supervisionata da Fidia, sommo direttore dei lavori: di Fidia fu la concezione della decorazione figurata, la creazione dei modelli, l'organizzazione del cantiere ed il controllo delle fasi esecutive con intervento personale nelle parti più impegnative. Nel 438 a.C. il geniale scultore greco scolpì la statua crisoelefantina raffigurante Atena Parthènos: alta oltre 12 metri, era collocata nel naòs ed era ricoperta di oro e avorio. Differentemente dalla Statua di Zeus a Olimpia, realizzata da Fidia pochi anni dopo, in cui il dio era ritratto in posizione seduta e in atteggiamento pacifico, la statua del Partenone rappresentava Atena in piedi e vestita da guerriera. Dalle copie sopravvissute è stato possibile ricostruirne l'aspetto: la dea indossava elmo, corazza e portava lancia e scudo, ornato con scene della gigantomachia e tauromachia e dal diametro di quattro metri. Il peplo, contraddistinto da un vivace effetto chiaroscurale dato dai panneggi, era affrancato con una decorazione che rappresentava Medusa. Sulla testa la dea portava un elmo crestato con un cavallo raffigurato sopra di esso mentre sui tre cimieri si trovano una sfinge, simbolo della grande sapienza egizia, e dei grifi alati.
![]() |
Eretteo |
- Eretteo: è il luogo dove, secondo la mitologia, si sarebbe svolta la disputa tra Atena e Poseidone. Vi si custodivano le impronte del tridente del dio su una roccia, un pozzo di acqua salata, da cui sarebbe uscito il cavallo, e l'olivo, dono di Atena. I caratteri architettonici si discostano nettamente dallo stile simmetrico e prevalentemente dorico del Partenone: prostilo, con sei colonne ioniche sulla fronte a est. Non è ancora certo il nome del progettista: alcune fonti risalirebbero a Callicrate, altre a Mnesicle o Filocle. L'elemento più rappresentativo è il Portico delle Cariatidi, figure femminili scolpite che sostengono l'architrave. Le statue attualmente presenti sono copie: le originali si trovano al Museo dell'Acropoli ed al British Museum.
- Statua di Atena Promachos: era una colossale rappresentazione scultorea della dea, fusa in bronzo da Fidia intorno al 460 a.C. e posizionata fra i Propilei ed il Partenone. Alta circa 7.60 metri, risplendeva ai raggi del sole ed era visibile dai marinai che arrivavano al Pireo. Finanziata con il bottino della battaglia di Maratona ed eretta per commemorarne la vittoria, fu collocata sull'Acropoli nel 456 a.C. Nel 426 d.C. fu trasferita dall'imperatore Teodosio II a Costantinopoli dove sembra essere rimasta fino al 1203, quando venne distrutta dopo l'assedio dei crociati.
0 Commenti